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martedì 18 gennaio 2011

La vera libertà e le scelte autentiche


La vera libertà ci allontana dalla più bieca "voluntas" che governa il mondo animale e si traduce sul dialogo,l'empatia,l'amore rispettoso delle altrui differenze,una riforma del lavoro su queste basi “umaniste”.Non è dunque possibile eliminare il bisogno (il lavoro per procacciarsi i mezzi di sostentamento,l'amore,la sessualità,ecc) ,dal momento che anche l'uomo è un animale ma solo distinguendosi dalla massa,trasformando il bisogno in reale autentica necessità (per esempio: posso avere la necessità di spostarmi,ma è necessario farlo con una Ferrari per fare il macho o basta una Punto o addirittura potrei andare a piedi ? Se conosco una donna che non rispecchia tutte le qualità estetiche che il bisogno sessuale impone ma che apprezzo per intelligenza e sensibilità,"si deve" rigettare? E' necessario che io faccia un lavoro "classico" o più "sicuro" ma che può comportare serialità e aggressività o è meglio per me fare un lavoro non consueto,magari anche precario,ma in cui sento di realizzarmi meglio ? E' preferibile l'amicizia di un potente che mi può aiutare ma che umanamente mi disgusta oppure quella di una persona semplice ma con la quale mi trovo veramente bene ?)* mediante il dialogo con se stessi e interpersonale, il coraggio,la ragione e rifondandolo con l'impegno su basi “umaniste” (quelle citate prima,non più basate sull'individualismo e il profitto personale) partendo dal presupposto della presa di coscienza della precarietà della propria condizione umana e dell'angoscia che ne deriva che è comune a tutti gli altri uomini e quindi con la volontà di superarla insieme a loro e considerando che nonostante le differenze tutti hanno gli stessi bisogni e problemi,è dunque possibile compiere delle scelte libere,autentiche (autòs= proprie,sciolte dal “si deve”,”si fa” della vita inautentica di Heidegger),risolvendo la serialità e l'aggressività che altrimenti ogni atto della vita quotidiana comporta.Cosa è necessario fare dunque,in estrema sintesi,per essere più liberi  (tenendo conto che la libertà non è far ciò che si vuole ma impone delle responsabilità)  e creando,in ultima analisi,una società più vivibile per tutti ? Primo:prendere coscienza della propria e altrui precarietà e comunione dei bisogni;secondo: volere superare l'angoscia (o la "nausea") che deriva da questa consapevolezza insieme ai propri simili operando scelte autentiche e responsabili verso se stessi e gli altri (ogni scelta che si compie,infatti,ha una ripercussione nel rapporto che si ha con gli altri).Tutto ciò certamente impone impegno e volontà.

*Il piacere e l'utile individuale ci devono essere ma devono essere slegati dalla "voluntas" istintiva,"animalesca",devono essere cioè rapportati alle altre persone,raggiunti attraverso il pensiero e il ragionamento,la scrematura delle passioni (Epicuro) e la moderazione di esse (Aristotele).

Fabio "deneva" Gandolfi

2 commenti:

  1. Ho la sensazione di essere scelto e mai di scegliere. La decisione presa e stata preparata ed era nell'aria. Ma io non c'entro nulla.
    Bel sito Fabio, complimenti

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