Un'altro esempio di come come Sartre pensi alla vita reale e Levinas invece a quella che dovrebbe essere è testimoniato dal fatto che quest'ultimo dice che gli altri dovrebbero essere un fine;Sartre,invece,afferma che nel lavoro la persona diventa per gli altri un mezzo per il raggiungimento di un fine,cioè la produzione e,in ultima analisi aggiungo io,per il profitto.Ecco dunque sorgere di nuovo un potenziale conflitto tra gli individui,l'alienazione e la serialità in qunato l'individuo esercita mansioni imposte dall'esterno e diventa intercambiale con ogni altro individuo.Nel momento in cui scrivo questo post direi che questo concetto si adatta perfettamente alla situazione di tanti lavoratori che protestano per far valer diritti conquistati nei decenni passati a fronte del profitto ad ogni costo.
Fabio "deneva" Gandolfi


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