In sostanza,riguardo il significato dell' esistere,se per Camus è una causa persa ("Il mito di Sisifo"),ritengo invece personalmente più vicino il concetto della responsabilità delle proprie azioni (Sartre ma soprattuto Abbagnano:"la scelta trascendentale") tenendo sempre ben presente la "compassione" dei propri simili ("L'altro" di Levinas) e l'appagamento ragionato dei piaceri (Epicuro).Voi che ne pensate ?
Fabio "deneva" Gandolfi
